Attività in centro a Trento: stabilità dei numeri, crollo dell'identità

Mercoledì 15 Aprile - 09:30

Stabilità dei numeri, crollo dell'identità. Si riassume così quanto sta accadendo al centro storico di Trento che, più che scomparire, sta assumendo nuove funzioni, con una progressiva sostituzione delle attività tradizionali: al posto di botteghe e laboratori si moltiplicano locali e servizi legati al consumo veloce, con effetti sull’identità urbana. Il nodo non riguarda quante attività restano aperte, ma la loro natura e l’impatto sulla vita dei residenti e sull’unicità del centro. L’aula Kessler del Palazzo di Sociologia in via Verdi a Trento ospita la tavola rotonda “Abitudini di consumo, commercio e rigenerazione urbana”. L’incontro mette a confronto Trento e Rovereto sulla crisi del commercio nei centri storici e sulle possibili politiche urbane. Obiettivo: avviare un percorso condiviso tra le due città per orientare politiche capaci di contrastare la desertificazione commerciale e valorizzare l’identità urbana. Al centro, la ricerca “Commercio di prossimità nel Comune di Trento: ruolo, evoluzione e prospettive”, sostenuta dal protocollo UniCittà. Lo studio analizza quattro vie simbolo - San Pietro, Suffragio, San Martino e Cavour - integrando dati qualitativi e quantitativi. Coinvolti cittadini (con 1.226 questionari), commercianti (con 20 interviste), studenti e osservatori, con rilevazioni tra giugno e ottobre 2025. Le mappature confrontano il tessuto commerciale negli anni 2014, 2018 e 2025, evidenziando le trasformazioni dell’ultimo decennio. In sostanza i numeri restano stabili (la variazione è da 170 a 171 attività), ma cambia profondamente l’identità: meno negozi di abbigliamento (-11) e più ristorazione (+9). Emergono segnali di “foodification”, calo dell’artigianato (-2) e crescita di associazioni (+4). Intanto a Trento il 57% dei cittadini si sente sicuro, ma con forti differenze tra le vie: criticità in via Cavour, modello positivo in via San Martino.

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