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Bacini di innevamento, Italia Nostra chiede una moratoria di 5 anni

Giovedì 23 Luglio - 12:10

Italia Nostra Trento torna a chiedere alla Provincia autonoma di Trento una moratoria di 5 anni sulla realizzazione di nuovi bacini artificiali per l'innevamento programmato, mettendo nel mirino soprattutto il cantiere aperto in località Caserina, sopra Stava, nel Latemar, dove è in costruzione un invaso a servizio delle piste di Pampeago. Secondo l'associazione ambientalista, questi interventi rappresentano una forte pressione sugli ecosistemi alpini, perché comportano scavi, impermeabilizzazioni, opere in cemento e la perdita di suoli e habitat naturali. Italia Nostra ha già contestato negli anni diversi progetti simili, dal Vanoi ai bacini previsti alle Viote, a Folgaria, in Val di Non, Molveno, Madonna di Campiglio, Val San Nicolò e Cermis. Particolarmente critiche sono le osservazioni sul nuovo invaso del Latemar, situato a circa 2.100 metri di quota, in un'area considerata di grande valore ambientale e simbolico per la vicinanza con il luogo della tragedia di Stava del 1985. L'associazione richiama inoltre il precedente bacino realizzato nel 2019, a circa 500 metri dal nuovo cantiere, con una capacità di 60 mila metri cubi, sostenendo che abbia già compromesso una morena glaciale e il sentiero geologico di Predazzo, all'interno del sito Dolomiti UNESCO.

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