Arrestati in Cisgiordania con l’accusa di terrorismo, trattenuti per circa 24 ore e infine espulsi da Israele. È quanto accaduto a Manuel Tartarotti, 35 anni, e a suo padre Alberto, 67 anni, fermati nei pressi di Masafer Yatta, nel sud della Cisgiordania. A dare la notizia è stato ieri il sito Salto.bz, in un articolo firmato dalla giornalista Elena Mancini. I due bolzanini si trovavano nella regione per consegnare fondi raccolti in Italia a Youth of Sumud, un’associazione impegnata nella resistenza nonviolenta palestinese. Secondo il racconto di Manuel, padre e figlio stavano osservando e filmando da lontano alcune demolizioni quando sono intervenuti gli agenti israeliani. I due sono stati bendati, ammanettati e trasferiti in una base militare. "Mi hanno bendato e picchiato senza motivo", ha raccontato il trentacinquenne, descrivendo le ore di paura trascorse durante la detenzione. Le autorità israeliane contestano ai due l’ingresso non autorizzato in una zona militare e presunti legami con organizzazioni considerate terroristiche da Israele. Accuse che Manuel respinge. Dopo gli interrogatori, per entrambi è stata disposta l’espulsione, accompagnata da un divieto di ingresso in Israele della durata di dieci anni. Ieri (21 ottobre) padre e figlio si trovavano in aeroporto, in attesa di rientrare in Italia. Resta, nelle parole di Manuel, l’amarezza per quanto accaduto e per l’impossibilità di tornare nei territori: "È tutto assurdo".