Nel 2025 il credito bancario alle imprese italiane è tornato a crescere, ma in Trentino-Alto Adige il quadro resta debole. Inoltre, mentre la provincia di Bolzano traina la crescita, quella di Trento resta in difficoltà: a soffrire sono soprattutto le microimprese trentine. A dirlo la CGIA. Tra novembre 2024 e novembre 2025, gli impieghi totali alle imprese nella regione sono scesi da 25,5 a 25,4 miliardi di euro (-0,3%). Si tratta della quota di prestiti bancari concessi a imprese e famiglie che non presenta criticità o rischi di insolvenza. A livello nazionale invece gli impieghi vivi erogati dal sistema bancario all’intera platea delle imprese è aumentato di 5 miliardi di euro (+0,8 per cento). Il dato regionale riflette comunque andamenti divergenti tra le due province autonome. In Provincia di Trento i prestiti alle imprese sono diminuiti da 9,3 a 8,9 miliardi (-4,4%), tra le flessioni più marcate nel Nord Est. In Provincia di Bolzano, invece, si registra un aumento da 16,2 a 16,5 miliardi (+2,1%). La dinamica altoatesina si colloca tra le migliori performance provinciali italiane. Tuttavia, anche nel territorio regionale le microimprese restano penalizzate. Le aziende con meno di 20 addetti in Trentino-Alto Adige hanno visto calare gli impieghi da 7,0 a 6,8 miliardi (-2,9%). Nel dettaglio, a Trento i prestiti alle piccole imprese sono scesi del 4,2%. A Bolzano la contrazione è stata più contenuta (-2,3%), ma comunque significativa. Il credito cresce dunque solo per le realtà più strutturate, soprattutto in Alto Adige, e le imprese medio-grandi mostrano maggiore solidità patrimoniale e migliore accesso al sistema bancario. Le microimprese risentono maggiormente dei tassi elevati e dei criteri di valutazione più rigidi. A pesare anche i costi fissi di istruttoria, che incidono di più sui finanziamenti di importo ridotto.