La guerra affonda le mele italiane, le conseguenze arrivano anche nei magazzini dei frigoriferi delle aziende agricole del nord d’Italia, tra cassette di frutta pronte per essere spedite all’estero e contratti commerciali improvvisamente diventati incerti. Coldiretti Trentino Alto Adige, rassicura: “Stiamo monitorando attentamente la situazione, nessun impatto al momento in Trentino". Se la situazione mele è sotto controllo, a preoccupare invece sono l’aumento di prezzi lungo tutta la filiera dell’agroalimentare. L'attuale situazione geopolitica in Medio Oriente, con la chiusura dello Stretto di Hormuz e la sospensione di diversi vettori nel Mar Rosso, sta determinando conseguenze critiche e situazioni di incertezza. Con quell’area esistono relazioni commerciali e collegamenti logistici che interessano anche parte dell’ortofrutta trentina. "Purtroppo, il rischio di un nuovo shock energetico è concreto”, afferma il presidente di Coldiretti del Trentino Alto Adige, Un terzo del sistema dei fertilizzanti e tutto ciò che è connesso alla produzione energetica proviene da questi Paesi. Il rischio, pertanto nei prossimi mesi, è “un aumento considerevole dei costi, con ripercussioni sui nostri sistemi produttivi", spiega Gianluca Barbacovi. Insomma massima attenzione e monitoraggio costante, dato i costi produttivi in rialzo. Questa l’attuale risposta a una stagione che richiede stabilità e certezze.