La Legge sul consenso informato del ministro Valditara si applicherà anche in Trentino che dà l’ok al diktat di Roma, per l’assessora Francesca Gerosa le famiglie hanno il diritto di verificare i testi su cui i ragazzi affronteranno il delicato tema dell’educazione sessuo-affettiva. La scelta di subordinare percorsi di educazione affettiva al consenso preventivo delle famiglie è un grave passo indietro secondo l’opposizione in consiglio provinciale. “Il rischio è che alcuni minori non potranno accedere ad informazioni corrette e scientificamente provate qualora i genitori non approvassero la partecipazioni alle attività di educazione affettiva, spiega l’esponente Dem Lucia Maestri che chiede che in Trentino si applichi il ddl di iniziativa popolare depositato in consiglio, 8.500 firme per l’introduzione di percorsi strutturati di educazione alla parità. La questione dell’educazione al rispetto delle differenze di genere nelle scuole si preannuncia già una battaglia in Consiglio: secondo Gerosa il testo del ddl dovrà essere modificato.