In Trentino una sanità pubblica tra le migliori d’Italia, al secondo posto dietro soltanto al Veneto. Lo afferma il Rapporto Crea Sanità 2025-2026, secondo cui la Provincia eccelle per alti tassi prevenzione e bassi numeri sulle rinunce alle cure. Eppure i cittadini spendono in media 800 euro l’anno in sanità privata. Una spesa tra le più alte del Paese, che in Provincia è aumentata del 40% negli ultimi dieci anni, con un esborso di oltre 1,6 miliardi di euro previsto per il 2026. Per Claudio Cia, consigliere provinciale di Forza Italia, burocrazia fitta e lunghe liste d’attesa fanno sì che i cittadini benestanti si rivolgano più volentieri ai privati. Ma le responsabilità non della politica e nemmeno del personale Asuit, bensì dei vertici dell’azienda sanitaria. Sul fatto che le liste d’attesa siano un problema di gestione, è d’accordo Paola Demagri, consigliera provinciale di Casa Autonomia, che auspica un ritorno ai distretti sanitari.