Cosa cambia per il Trentino Alto Adige dopo l’approvazione definitiva in Senato della riforma dello Statuto di Autonomia? Un percorso avviato nel 2023 su un testo concordato tra i presidenti Fugatti e Kompatscher, la premier Meloni e il ministro Calderoli con cui si restituiscono alle province autonome di Trento e Bolzano importanti competenze che nel tempo erano state erose a favore dello Stato. Tornano in ambito locale poteri esclusivi sull’organizzazione degli uffici provinciali e del personale, assetto territoriale e piani urbanistici, viabilità, acquedotti e lavori pubblici provinciale, assunzione in gestione propria di servizi pubblici e loro erogazione tramite enti speciali, gestione dei rifiuti e impianti idroelettrici. E ancora, il commercio, la tutela dell’ambiente e degli ecosistemi, compresa la gestione della fauna selvatica. Vengono ridotti degli ostacoli alla legislazione autonoma e all’ampliamento dei margini di manovra in tutti i settori politici. Si introduce poi una forma di intesa che non è però un diritto di veto. Il Parlamento non potrà modificare lo Statuto senza il consenso dei territori. Il disegno di legge entrerà in vigore solo dopo la Promulgazione da parte del Presidente della Repubblica e 15 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.