La corsa dei prezzi riparte anche in Trentino. Secondo i dati Ispat, ad agosto l’inflazione in Trentino ha raggiunto il 3 per cento su base annua, contro il 3,4 per cento della media italiana. Ma rispetto a luglio l’aumento è di 1,2 punti percentuali. A crescere maggiormente sono alcune delle spese più difficili da comprimere per le famiglie. Abitazione e utenze segnano un più 8,1 per cento, mentre i trasporti sfiorano il 5 per cento. Numeri che preoccupano Cgil, Cisl e Uil. Secondo i tre sindacati, l’aumento del costo della vita, insieme alla crescita debole dell’economia e a mutui e prestiti ancora onerosi, rischia di impoverire soprattutto i redditi più bassi e quelli medi. Critici i sindacati che imputano alla Provincia, di non aver adeguato le misure di sostegno all’inflazione. Cgil, Cisl e Uil chiedono in particolare di aggiornare l’Icef, rafforzare il welfare e intervenire sul caro carburanti, oltre a incentivare risparmio energetico e mobilità elettrica. E resta il nodo della casa, che pesa sempre di più sui bilanci familiari. I sindacati chiedono quindi un confronto con la Giunta provinciale: secondo le tre confederazioni, le risposte al caro vita non possono limitarsi agli interventi sul trasporto pubblico. Infine la questione dei salari: per recuperare il divario con i prezzi, Cgil, Cisl e Uil chiedono di rilanciare la contrattazione integrativa.