Si vota domenica 22 e lunedì 23 marzo per il referendum costituzionale sulla giustizia. Gli italiani sono chiamati alle urne per decidere se confermare o respingere la riforma. Il provvedimento, promosso dal ministro Carlo Nordio, è stato approvato dal Parlamento, quindi sia dalla Camera sia dal Senato, nell’ottobre 2025. Tuttavia, non avendo raggiunto la maggioranza dei due terzi, la riforma non è entrata subito in vigore. Le operazioni di voto si svolgono domenica dalle 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15. Si tratta di un referendum confermativo: non è previsto quorum e l’esito sarà valido qualunque sia l’affluenza. La scheda presenta un unico quesito. Votare “Sì” significa approvare la riforma costituzionale e farla entrare in vigore; votare “No” vuol dire respingerla e mantenere il sistema attuale. Al centro del voto c’è la riorganizzazione della magistratura. La riforma introduce la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri e prevede la creazione di due distinti organi di autogoverno al posto dell’attuale Consiglio superiore della magistratura. Prevista anche un’Alta Corte disciplinare e nuove modalità di selezione dei componenti degli organi, in parte tramite sorteggio. Per votare i cittadini devono munirsi di tessera elettorale e carta di identità e recarsi al seggio indicato sulla propria tessera elettorale.