Scintille Svp-Fdi per la bandiera arcobaleno e per un ex irredentista

Martedì 09 Giugno - 06:17

Südtiroler Volkspartei e Fratelli d'Italia governano assieme la Provincia autonoma di Bolzano, ma su alcune questioni le loro posizioni restano distanti, come documenta l'attuale botta e risposta sulla bandiera arcobaleno, sul fine vita e sulla morte dello storico ed ex irredentista Johannes Fontana. Il vice presidente altoatesino e coordinatore provinciale di Fdi Marco Galateo in una conferenza stampa davanti al palazzo della Provincia questa mattina ha definito la bandiera arcobaleno "un elemento divisivo della società". Nei giorni scorsi aveva fatto sapere che non userà la sala stampa nel mese di giugno in presenza della bandiera multicolore, invece fortemente voluta dal presidente Arno Kompatscher. In piazza Magnago, su invito di Galateo, è intervenuto anche l'ex ministro Carlo Giovanardi che ha ribadito che "le istituzioni sono di tutti, le istituzioni non possono essere affittate o date a una parte di cui una gran parte della popolazione non condivide le idee". Aspre polemiche ha suscitato anche un post del coordinatore regionale di Fratelli d'Italia, Alessandro Urzì, che su Facebook ha commentato la morte dello storico ed ex irredentista, Johannes Fontana, con le parole: "I terroristi hanno perso, abbiamo vinto noi". "Quanto scritto dal deputato manca di qualsiasi decoro umano, morale o politico. È un colpo basso e, persino per Urzì, rappresenta un nuovo punto basso", hanno dichiarato Michael Epp e il segretario della Svp Harald Stauder, esponenti della Plattform Heimat all'interno della Svp. Alle critiche il parlamentare Fdi ha replicato: "Ha vinto l'autonomia, non il terrorismo, ha vinto la democrazia, non la violenza, hanno vinto i valori costituzionali della libertà e non il tritolo". Meno aspra la contrapposizione tra governatore e il suo vice Galateo invece sul fine vita. Galateo ha fatto sapere che voterà contro l'istituzione di una commissione multidisciplinare permanente per la verifica dei requisiti per l'accesso al suicidio medicalmente assistito. La questione, sostiene, deve essere regolata a livello nazionale per evitare disparità di trattamento tra i pazienti e per evitare un possibile "turismo della morte".

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