Un “all you can eat” decisamente costoso, almeno per il fisco. A Trento, nella zona della Finestra sull’Adige, a pochi passi da piazza San Severino, è stata scoperta un’evasione fiscale da 1,7 milioni di euro legata a un ristorante di sushi oggi non più attivo. Tre le persone finite davanti al giudice: due coamministratori di origine cinese, che hanno gestito il locale per circa cinque anni, e un terzo uomo, 70enne, subentrato nel 2017. Per tutti le accuse sono pesanti: bancarotta fraudolenta e occultamento delle scritture contabili. Il ristorante, molto frequentato soprattutto dai giovani anche per i prezzi competitivi, è stato dichiarato in liquidazione giudiziale nel 2023. Ma i controlli dell’Agenzia delle Entrate, seguiti dalla segnalazione alla Guardia di Finanza, hanno portato alla luce una realtà diversa: l’attività sarebbe stata di fatto sconosciuta al fisco. Secondo le indagini, ai clienti veniva regolarmente emesso lo scontrino, ma gli incassi non sarebbero stati dichiarati, accumulando così imposte e contributi mai versati per circa 1,7 milioni di euro. Il dissesto finanziario sarebbe iniziato già con i primi amministratori e proseguito con il successivo, che avrebbe continuato a occultare la documentazione contabile. Intanto, uno degli imputati e il 70enne hanno chiesto il patteggiamento: offerti 15 mila euro, ritenuti però non congrui dal pubblico ministero. L’udienza è stata rinviata a novembre.