Approvate ieri alla Camera tutte le mozioni sul contrasto alla violenza online contro le donne, anche la mozione unitaria delle opposizioni, di cui è cofirmataria la deputata trentina Sara Ferrari a nome del PD - un primo passo di condivisione tra tutte le forze politiche, mentre in commissione femminicidio e violenza si porta avanti l’indagine sull’internet “sommerso” . Con l’approvazione di queste mozioni, la Camera impegna ufficialmente il Governo a trattare la violenza digitale non più come un fenomeno isolato, ma come una componente strutturale della violenza di genere. Sul fronte della prevenzione, si punta a introdurre l'educazione sessuo-affettiva e digitale nei programmi delle scuole, istituendo persino dei referenti scolastici dedicati. Parallelamente, si vogliono proteggere i più piccoli accelerando le leggi che limitano l'accesso dei minori ai social e imponendo sistemi di verifica dell'età molto più rigidi. Per quanto riguarda il contrasto e le sanzioni, il Governo dovrà rivedere le norme penali per rendere più efficace la lotta al revenge porn, ossia la diffusione non consensuale di immagini o video intimi, e alla sextortion, ossia il ricatto attraverso materiale multimediale sessualmente esplicito. Infine si pone l'accento sulla tutela della vittima. L'impegno è quello di evitare la "vittimizzazione secondaria" grazie alla formazione specifica di magistrati e forze dell'ordine, l'istituzione di un fondo nazionale che copra spese legali e di supporto psicologico, e la creazione di sportelli territoriali in collaborazione con la Polizia Postale.