Gli stipendi in Alto Adige sono tra i più alti d’Italia, ma il maggiore guadagno non basta a proteggere il potere d’acquisto delle famiglie. È quanto emerge da un’analisi dell’Istituto Promozione Lavoratori sui dati dell’Osservatorio Inps.
Nel 2024 un dipendente privato a tempo pieno in provincia di Bolzano ha percepito in media 130 euro lordi al giorno, contro i 118 euro della media nazionale: circa il 10% in più. Un dato che porta l’Alto Adige al terzo posto nella classifica delle province italiane, dietro Milano e Roma.
Il divario è ancora più evidente tra operai e impiegati: rispettivamente +19,3% e +17,2% rispetto alla media italiana. Per i dirigenti, invece, il vantaggio si riduce al 6,1%.
Ma guardando all’ultimo decennio emerge un altro dato. Tra il 2014 e il 2024 le retribuzioni nominali in Alto Adige sono cresciute del 21,5%, mentre a livello nazionale l’aumento è stato del 14,2%. Nello stesso periodo, però, i prezzi al consumo nella provincia sono saliti del 27,3%.
Secondo l’Ipl, quindi, gli aumenti salariali hanno compensato solo in parte l’inflazione. Il risultato è una perdita di potere d’acquisto che continua a rappresentare una delle principali criticità per i lavoratori altoatesini.