"Sui temi fondamentali della difesa del lavoro pubblico occorre trovare un maggiore coordinamento fra le forze sindacali. Una delle grandi sfide per il futuro della PA trentina risiede proprio nella capacità dei sindacati di fare fronte comune". Così Maurizio Valentinotti ha riassunto uno degli impegni principali che ha scelto di assumersi per il quarto mandato alla guida della Fenalt, che questa mattina gli è stato conferito dall'assemblea dei delegati. Oltre 100 rappresentanti sindacali si sono riuniti nella Magnifica Corte Trapp di Caldonazzo per celebrare il quinto congresso di un sindacato che negli anni ha visto rapidamente crescere il proprio peso. Oggi Fenalt conta oltre 3.300 iscritti con 160 delegati ed è il sindacato di maggioranza nel comparto delle autonomie locali. Fra gli obiettivi che Fenalt si pone per i prossimi anni vi è, sul fronte interno, quello del ricambio generazionale nelle posizioni di vertice, mentre su quello esterno la priorità è rappresentata dalla battaglia per il recupero del potere d'acquisto dei lavoratori pubblici, drammaticamente eroso dall'inflazione. Di qui la proposta dell'introduzione di una quattordicesima mensilità per il pubblico impiego trentino per la quale è stata promossa nei mesi scorsi una petizione supportata da 11mila firme presentate all'Amministrazione provinciale alcuni giorni fa. Ma Valentinotti ha anche ricordato la necessità di ottenere un maggior riconoscimento per le competenze tecniche dei dipendenti pubblici e di insistere per un maggior impegno da parte dell'Amministrazione provinciale nel rafforzare l'attrattività del lavoro pubblico, che in questi anni di calo demografico soffre pesantemente della competizione con quello privato. Il Congresso ha infine confermato alla presidenza Bruno Boschetti che con Valentinotti è stato nei primi anni Duemila il fondatore di Fenalt.