Contratti frammentati, orari ridotti e carenze di personale tali da rendere “insostenibili” i ritmi di lavoro. La situazione descritta in una lettera indirizzata a Giunta e Consiglio provinciale, firmata da 752 insegnanti di scuole dell’infanzia, che parlano di sistema ormai allo stremo.
Così la protesta della scuola trentina avvolge anche gli asili. Gli autori della lettera lanciano l’allarme sulla fuga di personale qualificato verso l'Alto Adige, alla ricerca di un modello organizzativo in grado di conciliare meglio i tempi di lavoro con quelli della vita privata.
Gli stessi firmatari lamentano poi le difficoltà del sistema nel garantire le ferie e il supporto necessario ai bambini con bisogni educativi speciali. Nel mirino della protesta anche l’apertura degli asili prolungata a luglio, che secondo quanto affermato nella lettera, aumenterebbe il peso delle sostituzioni.
Nelle ultime ore l’assessora provinciale all’Istruzione, Francesca Gerosa, ha incontrato i sindacati di categoria, dichiarandosi disponibile al dialogo per risolvere “difficoltà venute da lontano”.
Ma i consiglieri provinciali di minoranza Francesca Parolari, Lucia Maestri, Paola Demagri, Lucia Coppola e Michele Malfer in una nota congiunta puntano il dito proprio contro Gerosa, accusata di aver fatto proclami smentiti dalle decisioni assunte.
Gli stessi consiglieri di minoranza chiedono a gran voce un'indagine conoscitiva che faccia luce sulle condizioni lavorative nelle scuole dell’infanzia.